L’ho rivisto. Mi ha guardata.
Mi tremavano le ginocchia, la pancia, il cuore.
Non era cambiato niente.

shynessispartofme:


Se trovi questa immagine nella tua dash esprimi un desiderio e reblogga sperando che tutto andrà come desideri.

shynessispartofme:


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(via prendimilamanoepoiandiamo)

Che quando hai messo un punto alla nostra storia io ne ho aggiunti altri due, per farli diventare tre, di sospensione. «Non si sa mai», pensavo.

Vasco Brondi. (via tripps42)

(via crystal-inplexiglas)

Non è la taglia dei jeans a determinare una persona.

(staywithmeyou)

Molti la pensano diversamente…

(via stancadituttoquesto)

(Fonte: stay-with-me-you, via ludorushjob)

In ogni rapporto umano, la cosa più importante è parlare.
Ma le persone non lo fanno più: non sanno più sedersi per raccontare e ascoltare gli altri. Si va a teatro, al cinema, si guarda la televisione, si ascolta la radio, si leggono libri, ma non si conversa quasi mai. Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo tornare al tempo in cui i guerrieri si riunivano intorno a un falò e raccontare le loro storie.

- Lo Zahir di P. Coelho

Questa citazione mi ha colpito molto appena l’ho letta. Non solo per l’importante messaggio che intende tramandare, ma per le sensazioni che ha provocato in me. Da sempre sono appassionata del mondo fantasy medievale, e leggere quelle parole mi ha portato alla mente immagini dolci tratte da tale contesto, l’affascinante atmosfera dell’epoca. Ho pensato ai cavalieri attorno ai falò, a parlare, gli accampamenti vicino a loro fatti di tende. Ho pensato alla vita cittadina dei Signori e dei popolani, ai camini accesi, alle pagnotte calde che imbandivano le tavole in legno di ambedue. Ho pensato ai mercati affollati di gente, le bancarelle piene di stoffe, sete, nastri con cui le donne sapevano cucire i propri abiti. Ho pensato al dolce odore del pane fresco che doveva sicuramente uscire dai negozi dei fornai, ai fabbricanti intenti nel proprio lavoro manuale per costruire gioielli, orologi, pentole e quant’altro, ma anche ai fabbri che costruivano armi ed altri oggetti in ferro. Ho pensato ai cantastorie che narravano i loro racconti in rima per le strade, ed ai ciambellani che lo facevano per i più ricchi. Ho pensato alle biblioteche piene di libri, alle piccole casette dei meno fortunati, piccole ma piene di calore ed affetto, ai cavalli che conducevano le persone in giro per le strade, alle carrozze, alle strade acciottolate, agli enormi campi, ai villaggi dentro alle mura del castello. E’ tutto così tremendamente affascinante che, nonostante sono consapevole non riuscirei più a vivere a lungo senza tecnologia e gli agi del mondo moderno, non posso fare a meno di pensare a tutto ciò con tenerezza e desiderio.
Intanto per immergermi un po’ in questo tipo di atmosfera ho cominciato a leggere Le Nebbie di Avalon, un libro che, spero, mi piacerà.

(via juliett-corbett)

Satana tocca il sommo grado di esplicazione e di potenza nel medio evo, nella torbida e travagliosa età in cui più vigoreggia il cristianesimo. Egli perviene a maturità insieme con le istituzioni varie e con le forme proprie di quella vita; e quando l’arte gotica fiorisce nei templi cuspidati, anche il mito di lui fiorisce, tetro e meraviglioso, nella coscienza delle genti cristiane. Chiuso il secolo XIII, egli declina e disviene, come declinano e disvengono il papato, la scolastica, lo spirito feudale, lo spirito ascetico.
Satana è figlio della tristezza. In una religione come la greca, tutta serena, tutta irradiata di luce e di colore, egli non avrebbe potuto metter persona; a farlo crescere e prosperare son necessarie le ombre, son necessarii i misteri di peccato e di dolore, che, simili a un velo funereo, avvolgono la religione del Golgota. Satana è figlio del terrore, e il medio evo è l’età del terrore. Presi d’invincibil ribrezzo, gli animi temono la natura gravida di portenti e di mostri, il mondo corporeo opposto al mondo dello spirito e suo irreconciliabile nemico; temono la vita, perpetuo fomite e periglio di peccato; temono la morte, dietro a cui si spalanca dubbiosa l’eternità.
Sogni e farnetichi turbano le menti. L’eremita estatico, da lunghe ore ginocchioni in preghiera dinanzi all’uscio della sua cella, vede trasvolar per l’aria eserciti spaventosi, tregende di mostri apocalittici: le notti si illuminano di segni fiammeggianti, gli astri si sfigurano e si bagnan di sangue, tristi presagi di sciagure imminenti. In occasione di morbi che falciano gli uomini come spiche mature si vedono saette, vibrate da mani invisibili, fendere l’aria, sparir sibilando: e ogni po’ corre traverso la cristianità esterrefatta come un brivido di finimondo, e la sinistra novella che l’Anticristo è già nato, e sta per cominciare il formidabile dramma annunziato dall’Apocalisse.
Satana cresce nella mestizia e nell’ombra delle cattedrali spaziose, dietro i massicci pilastri, nei recessi del coro; Satana cresce nel silenzio dei chiostri, invasi dallo stupor della morte; Satana cresce nel castello merlato, dove un occulto rimorso rode l’anima al torvo barone; nella cella recondita dove l’alchimista tenta i metalli; nel bosco solitario, dove il mago, la notte, ordisce le sue malie; nel solco, dove il servo affamato getta imprecando il seme che dovrà nutrire il signore. Satana è in ogni luogo: infiniti l’hanno veduto, infiniti hanno favellato con lui.

La credenza era ben radicata, e la Chiesa non mancò di darle favore, di accrescerle forza. La Chiesa si giovò di Satana, fece di lui uno strumento efficacissimo di politica, e quanto più potè gli crebbe credito, giacché ciò che gli uomini non facevano per amor di Dio, o per ispirito d’obbedienza, facevano per paura del diavolo. Satana fu offerto sotto tutti gli aspetti, dipinto e scolpito, alla sgomenta contemplazion dei devoti; Satana venne in coda a ogni frase di predicatore, a ogni ammonizione di confessore; Satana diventò l’eroe di una leggenda senza fine, che ebbe riscontri ed esempii per tutti i casi della vita, per ogni azione, per ogni pensiero. Non poche Visioni del medio evo mostrano quale applicazione si sapesse fare del diavolo alla politica in genere: certo alla politica ecclesiastica il diavolo servi assai più della inquisizione e dei roghi, sebbene e quella e questi l’abbiano servita abbastanza. Sino dall’anno 811 Carlo Magno accusava in un suo capitolare i chierici di abusar del diavolo e dell’inferno per truffar denari e carpir possessioni.
Se grande era la paura che si aveva di Satana, l’odio che si nutriva contro di lui non era punto minore. Tale odio non era certo ingiustificato, giacché odiando lui si odiava l’autor di ogni male, e quanto più si amava Cristo tanto più si doveva odiare il suo nemico. Ma anche in questo caso la paura e l’odio produssero gli effetti consueti, stravaganza di opinioni, ed esagerazion di giudizii. La figura di Satana ebbe a risentirne le conseguenze, e l’eccesso avvertito da alcuno di mente più temperata, diede origine al proverbio che dice: Il diavolo non è poi cosi brutto come si dipinge.

Arturo Graf (1848-1913), da Il diavolo (Milano, Fratelli Treves Editori, 1889) - Pagg. 32-36 (via orastrana)

Sono stata in silenzio facendo finta di nulla quando in realtà niente andava per il verso giusto. Sono stata in silenzio per paura di disturbare se fossi caduta a pezzi. Sono stata in silenzio ad ascoltare i problemi di altri ma mai a raccontare i miei. Sono stata in silenzio e ho semplicemente pianto abbracciata ad un cuscino che tratteneva le mie urla di dolore, che erano tanto ma allo stesso tempo poco forti per un modo che fa chiasso. E mi sono bastata. Per la prima volta bastavo io, bastava la mia presenza per rimettermi in piedi ma alla fine non ce l’ho fatta. Non potevo farcela perché nessuno si salva da solo. E a quel punto sei subentrato tu con quel sorriso che mi ha fatto smettere di tacere, che ha messo fine ai miei silenzi. A quel punto sei arrivato tu, con quei tuoi occhi che facevano brillare i miei, con la tua voce roca e il tuo naso piccolo. Sei arrivato tu e mi hai rialzato, perché se hai qualcuno che ti ama, forse ti salvi.

scusamatiamo aka Roberta Conte. (via scusamatiamo)

petuniaswart:

Bukowski, hai pensato a me quando hai scritto ciò?

(Fonte: partosenzate, via l-oceanodentro)

sonofieradiesserecomesono:

soloxwords:

neisuoiocchihailmare:

senza-cielo:

mostrielividiiononsosalvarmi:

volevoimparareaviverefelice:

ineedalotoflove:

francescatesoro:

francescatesoro:

francescatesoro:

Funziona cazzo

Mi ricordo che quando ero ritornata da poco con il mio ex, avevo espresso il desiderio che la sera stessa volevo che mi tornasse a dire ti amo, e indovinate cosa mi ha tornato a dire dopo tanto tempo quella sera stessa? Mi ha detto ti amo…non so se sia una coincidenza o doveva andare così a prescindere, ma si è sempre avverato quasi tutto quello che chiedevo quindi non arrendetevi mai ragazze/i, non arrendetevi mai, credete in ciò che volete e in ciò che amate e lo avrete perché l’amore e le persone buone e che hanno dato tanto amore per gli altri vincono su tutto.

Dio si avvera sempre ogni volta qualsiasi cosa chiedo

speriamo

.

perchè solo a me non funziona..?!

4 yeeh.

Ragazzi ha funzionato dinuovo e funziona sempre


Non ancora…

Niente da fare

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francescatesoro:

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francescatesoro:

Funziona cazzo

Mi ricordo che quando ero ritornata da poco con il mio ex, avevo espresso il desiderio che la sera stessa volevo che mi tornasse a dire ti amo, e indovinate cosa mi ha tornato a dire dopo tanto tempo quella sera stessa? Mi ha detto ti amo…non so se sia una coincidenza o doveva andare così a prescindere, ma si è sempre avverato quasi tutto quello che chiedevo quindi non arrendetevi mai ragazze/i, non arrendetevi mai, credete in ciò che volete e in ciò che amate e lo avrete perché l’amore e le persone buone e che hanno dato tanto amore per gli altri vincono su tutto.

Dio si avvera sempre ogni volta qualsiasi cosa chiedo

speriamo

.

perchè solo a me non funziona..?!

4 yeeh.

Ragazzi ha funzionato dinuovo e funziona sempre

Non ancora…

Niente da fare

(Fonte: inritum, via colddarkparadise)

occhispentidaldolore:

Mi sono innamorata subito di questa citazione (mio edit)

occhispentidaldolore:

Mi sono innamorata subito di questa citazione (mio edit)